Un territorio compresso
La caratteristica del Sarrabus è la compressione: in una ventina di chilometri si passa da un massiccio granitico che supera i mille metri a un sistema di lagune costiere, e da lì a una delle spiagge più lunghe della Sardegna. Non è comune: nella maggior parte dell'isola questi ambienti sono separati da distanze molto maggiori.
Muravera, il centro principale, si estende lungo la valle del Flumendosa, dalle pendici del Monte Nieddu fino alla foce del fiume. È il fiume a spiegare il resto: la piana che ha costruito è fertilissima e produce riso e agrumi, e le sue acque alimentano il sistema di stagni della costa.
La montagna
L'ossatura interna è il massiccio granitico e porfirico dei Sette Fratelli, affacciato sulla costa sud-orientale. La foresta demaniale copre circa 9.887 ettari ed è gestita da FoReSTAS. Punta Sa Ceraxa, la vetta principale delle Punte dei Sette Fratelli, raggiunge i 1.016 metri; il Monte Serpeddì, cima più alta dell'area, i 1.069.
È il territorio del cervo sardo, sottospecie endemica: un censimento ne ha stimati circa 2.140 esemplari. Con lui vivono cinghiali, gatti selvatici, martore, mufloni reintrodotti alla fine degli anni Ottanta e alcune coppie di aquila reale. La copertura vegetale è di leccio, sughera, lentisco, corbezzolo e viburno.
Gli stagni
Fra la montagna e il mare c'è la fascia degli stagni costieri: una decina di specchi d'acqua per circa 1.500 ettari nel solo territorio di Muravera. Colostrai (circa 130 ettari), Feraxi (circa 60), lo Stagno delle Saline, alimentati dal Rio Corr'e Pruna e dal Rio Picocca.
Sono aree protette a più livelli: Zona Speciale di Conservazione della rete Natura 2000, Zona di Protezione Speciale estesa su 1.918 ettari fra Muravera e San Vito, Oasi Permanenti di Protezione Faunistica. Qui i fenicotteri rosa nidificano nei mesi caldi, e vivono aironi, garzette, falchi di palude, cavalieri d'Italia e avocette.
Il mare
La fascia costiera si chiude con il litorale sabbioso. Costa Rei, frazione di Muravera, è il più lungo tratto costiero sabbioso della Sardegna orientale: quasi dieci chilometri di sabbia dorata fra i territori di Muravera e Castiadas.
A interromperlo, i promontori granitici: Capo Ferrato a nord, con il faro attivato nel 1925, e più a sud lo Scoglio di Peppino, monumento naturale formato da un ammasso di granito chiaro levigato da onde e vento, lungo ottanta metri e largo venticinque.
Le tracce dell'uomo
Su questo paesaggio si sono depositati millenni di storia. Il territorio di Muravera conta oltre quaranta nuraghi; il Nuraghe Murtas, sulla piana alluvionale alla foce del Flumendosa, è un nuraghe complesso a più torri di cui restano visibili la torre centrale e due adiacenti.
Sull'altopiano sopra la piana di Piscina Rei, presso Costa Rei, si trovano il protonuraghe di Nuraghe Scalas e, poco distanti, allineamenti di menhir neolitici riferibili alla cultura di Ozieri (3200-2800 a.C.): file di pietre orientate secondo gli astri, interpretate come una sorta di calendario di pietra per identificare i cicli stagionali.
Poi vennero i Punici, che a Monte Nai costruirono una fortezza rettangolare del V secolo a.C. con mura difensive e casematte; e molto più tardi gli Spagnoli, con il sistema delle torri costiere.
Perché questo conta, per una vacanza
Perché significa che da qui si può fare mare, montagna, birdwatching e archeologia senza cambiare alloggio. Poche zone della Sardegna offrono questa densità in così poco spazio: è il vero motivo per scegliere il Sarrabus come base.

Una base per tutto il territorio
Da Villa Magnolia si raggiungono in giornata il mare, gli stagni, la montagna e i siti archeologici della zona.
