Un sistema di stagni, non un solo stagno

Quello che dalla strada sembra un unico specchio d'acqua è in realtà un sistema: il complesso degli stagni del Sarrabus comprende una decina di stagni per circa 1.500 ettari nel solo territorio di Muravera. I due principali sono lo stagno di Colostrai, di circa 130 ettari, e lo stagno di Feraxi, di circa 60, cui si aggiunge lo Stagno delle Saline, più piccolo.

Sono alimentati dal Rio Corr'e Pruna e dal Rio Picocca, e sono classificati come Oasi Permanenti di Protezione Faunistica. Sul piano europeo, l'area è Zona Speciale di Conservazione della rete Natura 2000 («Stagni di Colostrai e delle Saline», interamente in territorio di Muravera) e Zona di Protezione Speciale «Stagni di Colostrai», che si estende su 1.918 ettari fra i comuni di Muravera e San Vito.

Cosa si vede

I protagonisti sono i fenicotteri rosa, che negli stagni del Sarrabus nidificano nei mesi caldi. Non è una presenza occasionale: in una primavera recente sono stati osservati un centinaio di esemplari nella zona di Torre Salinas, e successivamente sono stati trovati quindici nidi, ancora incompleti.

Ma la lista è molto più lunga. L'avifauna documentata comprende il falco di palude, specie prioritaria nidificante, il falco pescatore, il falco pellegrino, il cavaliere d'Italia, l'avocetta, il cormorano, la garzetta, l'airone rosso, gabbiani e sterne, oltre al pollo sultano. Nei periodi di passo si possono avvistare anche cicogne bianche.

L'ambiente

L'habitat è quello tipico degli stagni costieri sardi: canneti a Ruppia, saline con giunchi e salicornia, e una vegetazione ripariale di oleandro e tamerice lungo il Rio Picocca. Alle spalle dello stagno di Feraxi si aprono le dune e la macchia mediterranea che separano l'acqua dolce dal mare.

Sopra tutto questo veglia la Torre Salinas, costruita intorno al 1650 per difendere le saline di Colostrai, proprietà della Curatoria dell'Incontrada del Sarrabus. È l'unica torre dell'intero sistema difensivo costiero sardo a pianta quadrata: tre piani, rastremata verso l'alto, con quattro finestrelle in sommità.

Precisazione utile: non esiste una «Torre di Colostrai». La torre che si vede dalla spiaggia e dallo stagno è la Torre Salinas, detta anche Torre delle Saline.

Quando andare e come muoversi

Le ore migliori sono l'alba e soprattutto il tramonto, quando la luce è radente e gli uccelli sono più attivi. Le attività possibili sono birdwatching e fotografia, ma anche percorsi a piedi, in bicicletta o a cavallo lungo il perimetro.

L'accesso è dalla statale 125, seguendo la segnaletica per Torre Salinas. Da Muravera sono pochi minuti: la spiaggia di Colostrai dista circa sei chilometri, quella di Feraxi circa dieci.

Le canne, e cosa se ne fa

C'è un dettaglio che lega questi stagni alla cultura del paese, e vale la pena conoscerlo. Le launeddas, lo strumento a fiato della tradizione musicale sarda che accompagna le processioni e le feste di Muravera, sono costruite proprio con le canne degli stagni. Lo stesso vale per l'intreccio dei cesti, fra le tradizioni artigiane locali, che usa canne e giunchi palustri.

Non è un aneddoto per turisti: è il motivo per cui Muravera è nota per il virtuosismo dei suoi suonatori. Il paesaggio che state guardando è anche la materia prima di una musica che a fine agosto, durante la festa di Sant'Agostino, si sente per strada.

Come comportarsi

  • Restate sui percorsi e non avvicinatevi ai nidi: sono aree di protezione faunistica.
  • Usate un binocolo o un teleobiettivo invece di avvicinarvi: fotografie migliori, disturbo minore.
  • Muovetevi in silenzio, soprattutto all'alba e al tramonto.
  • Non lasciate rifiuti e non calpestate le dune, che sono fragili e impiegano anni a ricostituirsi.
Torre Salinas, la torre costiera che domina lo stagno di Colostrai
Torre Salinas, torre costiera spagnola sul promontorio di Muravera — foto: GiorgioGaleotti · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

A dieci minuti dagli stagni

Villa Magnolia è a Muravera: gli stagni di Colostrai e Feraxi si raggiungono in pochi minuti, perfetti per l'uscita all'alba.